Le origini del rito del tè delle 5
Nelle narrazioni inglesi, si racconta che il rito del tè delle 5 ,sia nato nel 1800 quando la Duchessa di Bedford , 
Anne Mary Stanhope Russel,(1783-1857) avvertiva un insistente senso di fame a metà pomeriggio e desiderasse qualcosa di leggero (vi ricorda qualcosa? “Ambrogio, la mia non è proprio fame,ma voglia di qualcosa di buono !”-come si recitava in una nota pubblicità di qualche anno fa).
Ecco come nasce il famoso rito del tè , dapprima usanza solo dei ricchi e poi diventata abitudine comune
Come servire il tè delle 5?
La tradizione vuole che il tè sia rigorosamente in foglie: se ne mette un cucchiaino in ogni tazza e uno nella teiera con l’acqua calda . Si versa l’acqua in ogni tazza e si lascia in infusione per qualche minuto , dopodichè si gusta con dei pasticcini o oggi con ciò che si desidera.
Si può aggiungere il latte ma prima del tè ,per non sporcare la ceramica, e mai più del 20{9b0d60d8c0eaf545398c1a8abcb954339d6038ceb41ea24e6713f89ac1e31bf7} del contenuto della tazza.
Non si zucchera ,per assaporare meglio le particolarità di ciascun tè.
Curiosità
Si chiama “Tè delle 5” ma in realtà,l’orario giusto sarebbe tra le 15:30 e le 17, lontano dai pasti principali,rigorosamente servito nelle tipiche porcellane a fiori.

La duchessa era un’amica fidata della regina Victoria,e gran nobildonna.Con l’ideazione del tutto involontaria del “tea time”, lanciò una nuova moda:una pausa di dolcezza, nonché un momento di ritrovo, di chiacchiere e compagnia.La regina stessa incentivò questo nuovo evento e nel 1855 nacque la prima linea di abiti femminili pensati per quel particolare momento della giornata.
Chi ha importato il tè in Inghilterra?

Il tè arriva in Inghilterra nella seconda metà del 1600 ,e precisamente nel 1663, quando Caterina di Braganza, futura moglie di Carlo II Stuart, arrivando sul suolo inglese, chiese al comitato di accoglienza, una tazza di tè. La richiesta coglie tutti impreparati in un’epoca in cui gli Inglesi consumavano solo infusi di erbe a scopi medicinali. La quasi regina ha però nei suoi bagagli una scorta di foglioline del suo infuso preferito. Presto a corte iniziano a imitarla e così bere tè diventa un’abitudine fra i nobili e come ho detto prima, non solo.
L’higt tea
Anche la classe operaia ,durante il periodo della Prima Rivoluzione Industriale, dopo il lavoro, amavano accompagnare i loro sostanziosi pasti a base di carne, salmone e pietanze calde ,con un tè forte.
Il termine “HIGT” si riferisce all’altezza del tavolo su cui venivano consumati tè e cibi ,alti ,per gli operai e bassi (LOW)per la nobiltà.
Un’altra spiegazione del termine High Tea risiederebbe nel fatto che veniva consumato più tardi rispetto all’Afternoon Tea, andando a sostituire, nelle case delle classi operaie, la cena.
“Tè”,”The” o “Tea”?
A proposito, ma come si pronuncia correttamente in italiano?
Secondo L’Accademia della Crusca , la grafia corretta è “Tè“, (con l’accento grave sulla “e“), che indica sia la pianta asiatica delle teacee sia la bevanda inglese.
“The“è l’articolo determinativo indipendentemente che il sostantivo sia maschile,femminile o plurale e non va utilizzato riferendosi al tè,ma a volte si trova scritto anche cosi.
“Tea” è come si pronuncia in inglese, ugualmente corretta. In Italia si usa poco anche se ci alcuni tipi di tè e ci sono molti locali con questo nome.

La parola “Tè“ italiana deriva probabilmente dalla forma francese “Thé” (da cui prende l’accento grave) o dal cinese “T’e”.
Dalla forma francese sono, con molta probabilità, derivate anche le varianti “The” e “Thè”, come suggerisce la Treccani.
E tu? Conosci altri particolari curiosi del rito del tè delle 5?
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