La ciotola magica

C’era una volta un bravo contadino che amava molto gli animali e si prendeva cura ogni giorno del suo pezzo di terra. Aveva una ciotola magica e quando la toccava cinque volte, qualunque cibo lui pensasse gli appariva pronto per essere mangiato.

Un giorno un signore lo vide mentre faceva la sua magia e quando il contadino andò a dormire, entrò furtivamente nella sua casa per rubargliela.

Il mattino dopo quel ladro andò al lago per fare un pic-nic e per sperimentare la magia della ciotola. Ma provò una, due, tre volte, … senza riuscire a farla funzionare. Non sapeva infatti che doveva toccarla cinque volte!
Arrabbiatissimo, scaraventò allora la ciotola nel lago e se ne andò.

Nel frattempo il contadino si era svegliato e aveva fatto l’amara scoperta che la sua ciotola magica era sparita …

Per vincere la tristezza causata dalla sua perdita, decise di andare a pesca.

Andò al lago dove cominciò a pescare a fondo.

Non era trascorso molto tempo, che sentì che qualcosa aveva abboccato. Dal peso sembrava anche qualcosa di grosso…

Emozionato riavvolse velocemente il filo e in breve dal lago emerse la bocca aperta …della sua … ciotola magica!

Nel prenderla in mano, tutto contento, vide che conteneva anche cinque belle grosse trote.

Soddisfatto e raggiante corse a casa per cucinare le trote.

Davanti alla sua porta lo attendeva il signore che gli aveva rubato la ciotola, il quale aveva deciso di chiedergli perdono per la brutta azione che aveva compiuto a suo danno.

Il contadino accettò le sue scuse e, per dimostrargli la sua sincerità, gli cucinò immediatamente una delle sue tre trote.

La tazza: un oggetto importante della nostra vita

La tazza: un oggetto importante della nostra vita

La tazza un oggetto importante della nostra vita creato anticamente dall’uomo per cucinare e contenere i cibi.

la tazza: un oggetto importante della nostra vita

L’homo habilis cominciò a creare i primi utensili fino ad arrivare ai giorni nostri ma la vera svolta l’ha avuta 20.000 anni fa con l’evoluzione dell’arte della terracotta quasi indispensabile per la cottura dei cibi.

I primi manufatti appartenenti al Neolitico venivano usati per conservare cereali e ogni genere di alimento.

Per lunghissimi tempi la tazza o ciotola di legno o terraglia si è identificata con una società bassa per una cucina prettamente povera a base di brodi, zuppe d’erbe, legumi bolliti, brodini matti e pancotti.

Le paste ripiene, la cacciagione, gli intingoli e la pasticceria dei banchetti invece esigevano piatti piani sui quali si poteva mostrare tutto lo splendore della cucina di una società ricca.

La tazza, sempre presente sulle tavole delle cucine tradizionali, ha un calo nel tempo fin quasi scomparire nelle cucine occidentali dell’ultimo dopoguerra, ma di recente con la mondializzazione dei costumi, della cucina e degli stili alimentari assistiamo ad un ritorno dei brodi e di piatti liquidi e quindi anche della tazza.

Le tazze e la cultura gastronomica asiatica

versamento del sake nella tazzaQuesto ritorno è facilitato anche dalla conoscenza della cultura gastronomica asiatica.

La Cina, in particolare, attribuisce un’importanza fondamentale ai valori tattili della tazza che deve essere stretta fra le mani per trasmette il calore e fare apprezzare maggiormente i cibi.

La ciotola o tazza diventa il contenitore per eccellenza delle cucine asiatiche. Viene usata in ogni circostanza, coi cibi solidi e con le bevande, col riso e col sakè, passando per ogni possibile varietà di tè o di zuppe.

Una varietà di tecniche di produzione

ciotola e piattinoGrazie ad un’estrema varietà di tecniche di produzione, forme e decorazioni, nascono tazze molto particolari come le ciotole coreane Ido create partendo da una striscia avvolta a spirale o le ciotole raku scavate da un blocco di creta o modellate rialzando i bordi di una sorta di piadina di argilla, senza dimenticare le ciotole o coppe dal colore del cielo della corte Song, quelle Sancai a tre colori della dinastia Tang o dai pallidi color avorio Ding, fino alle tazze pesanti in gres nero dai lucenti rivestimenti screziati il cui uso rituale era riservato alle offerte dei monaci cinesi.

Estrema è la varietà di tazze, ognuna con la sua precisa destinazione gastronomica, che oggi l’occidente inizia a conoscere e ad applicare alla sua cucina e gastronomia e diversi sono i cibi orientali presentati in ciotola o tazza che oggi gli italiani iniziano a conoscere.

Il poke è uno dei piatti principali della cucina delle Hawai (lett. tagliare a pezzi in hawaiano, a volte scritto poké) a base di pesce crudo, servito su tazza come antipasto o come portata principale.

Il ramen è un tipico piatto giapponese ma di origine cinese servito su tazza a base di tagliatelle di tipo cinese di frumento  in brodo di carne e o pesce spesso insaporito con salsa di soia o miso e con guarnizioni come maiale, alghe marine secche, kamaboko, negi e a volte mais, perché ogni località del Giappone ha la propria variante di ramen, dal ramen di tonkotsu (brodo di osso di maiale) del Kyūshū al ramen di miso dell’Hokkaidō.

L’interesse per le tazze in Italia

La diffusione delle cucine asiatiche nei paesi occidentali e anche in Italia inizia a stimolare un interesse per le presentazioni gastronomiche in ampie tazze simili a quelle cinesi.

Questo avviene non solo sulle tavole dei sempre più frequenti buffet dell’apericena, ma anche per un ritorno dei piatti liquidi o semiliquidi, iniziando da una riscoperta che sta avvenendo dei brodi e delle zuppe, dalla soupe à l’ognon all’italiana zuppa alla pavese.

tazza co zuppa e paneSecondo la tradizione quest’ultima prende origine da un episodio che vede protagonista Francesco I di Francia il quale, durante la battaglia di Pavia, è fatto prigioniero e subito dopo condotto presso la vicina Cascina Repentita.

La leggenda narra che la contadina, presa alla sprovvista, non trova di meglio che servire all’illustre ospite una grande tazza con una zuppa composta da ciò che al momento ha disponibile, inventando quindi la famosa zuppa. Francesco I di Francia.

Tornato in patria dopo un anno di prigionia, il Re introduce a corte questa zuppa che ha un tale successo da divenire ben presto una celebre pietanza destinata a fama secolare.

Il corno vichingo e le culture nordiche

Gli uomini nordici non conoscevano paura neanche davanti ad animali feroci.

Ogni cosa che potesse contenere un’anima e spirito loro la custodivano appropiandosene come oggetto sacro.

Prendendo tutto ciò che potevano utilizzare come il famoso corno vichingo, oggetto sacro con quale bevevano le loro bevande rimaste in uso fino a tutto il Medioevo e inizio età Moderna, particolarmente in tutto l’Europa germanica e Caucaso.

I corni rimangono tutt’ora un importante recipiente del brindisi noti come Kantis, ora quest’ultimi vengono realizzati in vetro, ceramica o metallo stilizzati a forma di corni.

Le tazze nella cultura messicana

Un’altro paese che si fa largo con tazze particolari è il Messico con la famosa tazza a forma di teschio messicano, o meglio con il termine “Calaca” parola del linguaggio colloquiale messicano per indicare il termine “scheletro” è la raffigurazione di un teschio umano usato come decorazione con rosa e fiori durante il festival del giorno dei morti in Messico. Da qui la fabbricazione di tatoo e oggetti come le tazze a forma di teschio con fiori in colori fluo sta prendendo il boom. Come ridere davanti la morte in segno di scaramanzia i messicani sanno farlo benissimo.