La grande tazza della nonna

Giovanna è gioiosa: nel pomeriggio i suoi amici verranno a trovarla a casa e lei ha intenzione di stupirli con una merenda speciale, fatta col cuore e con la grande tazza della nonna. Per l’occasione ha preparato dei biscotti e adesso li sta sistemando per offrirli.
«Davide, ho un’idea: perché non costruiamo un castello di biscotti? La grande tazza della nonna sarà la sua base».
«Mi sembra un’ottima idea!»
Giovanna si mette subito al lavoro.
Dopo mezz’ora esclama: «Ho finito!» La grande tazza della nonna era diventata un bellissimo castello  con una la grande tazza della nonnatorre di biscotti e bandiere di frutta candita.
La bambina corre a chiamare la nonna per mostrarle il suo dolce capolavoro.
Ma quando Giovanna e la nonna tornano in salotto la tazza con i biscotti era diventata un vero e magnifico castello in miniatura. Giovanna non sa cosa dire. «Nonna… i biscotti erano proprio qui e ora c’è un castello vero»
Giovanna sta per scoppiare in lacrime ma la nonna la abbraccia e le dice: «Piccola mia, ogni tanto capita un imprevisto. Davide si gratta la testa cercando  di capire cosa sia successo, quando si accorge che dietro il castello c’era un vassoio pieno di frittelle di mele.
«Hai visto qualcosa?» le chiede. «Sai dove sono i biscotti?»
Gli occhi di Giovanna incontrano lo sguardo dolce della nonna.
Non ti avevo mai detto di questo segreto vero? La grande tazza della nonna era una tazza magica!!!
Giovanna dà un bacio sulla guancia alla sua nonna: le è già tornato il sorriso. Quando arriverranno i loro amici potrà stupirli, mangiare le frittelle e giocare insieme a loro con il castello che l’incredibile tazza della Nonna  aveva fatto apparire dai biscotti.

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Una tazza freddolosa

Con le tazze si possono fare tante cose. Una di queste è  raccontare fiabe per bambini.

Storia di una tazza freddolosa

 

C’era una volta, in inverno, e precisamente il 25 Dicembre, una tazza freddolosa, posata sul davanzale di una finestra, che si riempiva di neve candida e soffice.

“Brrrrrr! Brrrrrr! Che freddo! Mi hanno lasciata, qui fuori, a raffreddarmi, mentre dentro stanno cenando al calduccio!!”
Mentre la tazza pazientava al gelo, osservava, attraverso i vetri appannati, i festeggiamenti natalizi nella casa: Julius scartava i regali con il suo fratellino sorridendo felice .

“Credo che si siano dimenticati di me! Con tutti quei regali da aprire! Quest’anno ce ne sono davvero tanti! Sono proprio una brutta tazza e non servo più a nessuno.”

La tazza gelata pensava alla suo triste destino quando Julius la notò fuori dalla finestra  tutta ricoperta di neve.  “Devo salvarla starà morendo di freddo! pensò..”

Così aprì subito la finestra,  prese la tazza  e corse in cucina per versargli la cioccolata calda che la mamma aveva appena finito di preparare.

Ah che bel calduccio come sto bene adesso -Che bambino fantastico! pensò la tazza,  riesce a pensare a me nonostante tutti quei bellissimi regali-

E’ stato proprio un bel gesto avrebbe potuto giocare subito con quel fantastico trenino o con quella pistola da cowboy e invece mi ha presa e mi ha portato al riparo..

Così pensò soddisfatta che quello era stato il natale più bello che avesse mai passato: era così orgogliosa di essere stata una buona e calda tazza di cioccolata.

 

 

La tazza: un oggetto importante della nostra vita

La tazza: un oggetto importante della nostra vita

La tazza un oggetto importante della nostra vita creato anticamente dall’uomo per cucinare e contenere i cibi.

la tazza: un oggetto importante della nostra vita

L’homo habilis cominciò a creare i primi utensili fino ad arrivare ai giorni nostri ma la vera svolta l’ha avuta 20.000 anni fa con l’evoluzione dell’arte della terracotta quasi indispensabile per la cottura dei cibi.

I primi manufatti appartenenti al Neolitico venivano usati per conservare cereali e ogni genere di alimento.

Per lunghissimi tempi la tazza o ciotola di legno o terraglia si è identificata con una società bassa per una cucina prettamente povera a base di brodi, zuppe d’erbe, legumi bolliti, brodini matti e pancotti.

Le paste ripiene, la cacciagione, gli intingoli e la pasticceria dei banchetti invece esigevano piatti piani sui quali si poteva mostrare tutto lo splendore della cucina di una società ricca.

La tazza, sempre presente sulle tavole delle cucine tradizionali, ha un calo nel tempo fin quasi scomparire nelle cucine occidentali dell’ultimo dopoguerra, ma di recente con la mondializzazione dei costumi, della cucina e degli stili alimentari assistiamo ad un ritorno dei brodi e di piatti liquidi e quindi anche della tazza.

Le tazze e la cultura gastronomica asiatica

versamento del sake nella tazzaQuesto ritorno è facilitato anche dalla conoscenza della cultura gastronomica asiatica.

La Cina, in particolare, attribuisce un’importanza fondamentale ai valori tattili della tazza che deve essere stretta fra le mani per trasmette il calore e fare apprezzare maggiormente i cibi.

La ciotola o tazza diventa il contenitore per eccellenza delle cucine asiatiche. Viene usata in ogni circostanza, coi cibi solidi e con le bevande, col riso e col sakè, passando per ogni possibile varietà di tè o di zuppe.

Una varietà di tecniche di produzione

ciotola e piattinoGrazie ad un’estrema varietà di tecniche di produzione, forme e decorazioni, nascono tazze molto particolari come le ciotole coreane Ido create partendo da una striscia avvolta a spirale o le ciotole raku scavate da un blocco di creta o modellate rialzando i bordi di una sorta di piadina di argilla, senza dimenticare le ciotole o coppe dal colore del cielo della corte Song, quelle Sancai a tre colori della dinastia Tang o dai pallidi color avorio Ding, fino alle tazze pesanti in gres nero dai lucenti rivestimenti screziati il cui uso rituale era riservato alle offerte dei monaci cinesi.

Estrema è la varietà di tazze, ognuna con la sua precisa destinazione gastronomica, che oggi l’occidente inizia a conoscere e ad applicare alla sua cucina e gastronomia e diversi sono i cibi orientali presentati in ciotola o tazza che oggi gli italiani iniziano a conoscere.

Il poke è uno dei piatti principali della cucina delle Hawai (lett. tagliare a pezzi in hawaiano, a volte scritto poké) a base di pesce crudo, servito su tazza come antipasto o come portata principale.

Il ramen è un tipico piatto giapponese ma di origine cinese servito su tazza a base di tagliatelle di tipo cinese di frumento  in brodo di carne e o pesce spesso insaporito con salsa di soia o miso e con guarnizioni come maiale, alghe marine secche, kamaboko, negi e a volte mais, perché ogni località del Giappone ha la propria variante di ramen, dal ramen di tonkotsu (brodo di osso di maiale) del Kyūshū al ramen di miso dell’Hokkaidō.

L’interesse per le tazze in Italia

La diffusione delle cucine asiatiche nei paesi occidentali e anche in Italia inizia a stimolare un interesse per le presentazioni gastronomiche in ampie tazze simili a quelle cinesi.

Questo avviene non solo sulle tavole dei sempre più frequenti buffet dell’apericena, ma anche per un ritorno dei piatti liquidi o semiliquidi, iniziando da una riscoperta che sta avvenendo dei brodi e delle zuppe, dalla soupe à l’ognon all’italiana zuppa alla pavese.

tazza co zuppa e paneSecondo la tradizione quest’ultima prende origine da un episodio che vede protagonista Francesco I di Francia il quale, durante la battaglia di Pavia, è fatto prigioniero e subito dopo condotto presso la vicina Cascina Repentita.

La leggenda narra che la contadina, presa alla sprovvista, non trova di meglio che servire all’illustre ospite una grande tazza con una zuppa composta da ciò che al momento ha disponibile, inventando quindi la famosa zuppa. Francesco I di Francia.

Tornato in patria dopo un anno di prigionia, il Re introduce a corte questa zuppa che ha un tale successo da divenire ben presto una celebre pietanza destinata a fama secolare.

Il corno vichingo e le culture nordiche

Gli uomini nordici non conoscevano paura neanche davanti ad animali feroci.

Ogni cosa che potesse contenere un’anima e spirito loro la custodivano appropiandosene come oggetto sacro.

Prendendo tutto ciò che potevano utilizzare come il famoso corno vichingo, oggetto sacro con quale bevevano le loro bevande rimaste in uso fino a tutto il Medioevo e inizio età Moderna, particolarmente in tutto l’Europa germanica e Caucaso.

I corni rimangono tutt’ora un importante recipiente del brindisi noti come Kantis, ora quest’ultimi vengono realizzati in vetro, ceramica o metallo stilizzati a forma di corni.

Le tazze nella cultura messicana

Un’altro paese che si fa largo con tazze particolari è il Messico con la famosa tazza a forma di teschio messicano, o meglio con il termine “Calaca” parola del linguaggio colloquiale messicano per indicare il termine “scheletro” è la raffigurazione di un teschio umano usato come decorazione con rosa e fiori durante il festival del giorno dei morti in Messico. Da qui la fabbricazione di tatoo e oggetti come le tazze a forma di teschio con fiori in colori fluo sta prendendo il boom. Come ridere davanti la morte in segno di scaramanzia i messicani sanno farlo benissimo.